Un passo e un abbraccio.

Ieri sera la ricerca del tango, quella ricerca che tanto mi agita da anni, mi ha riportato alla Rayuela. Di questa milonga bolognese ho già ampiamente parlato, quindi questa volta mi soffermerò sulle sensazioni, sulle emozioni, sul perdersi nella musica, tanda dopo tanda, ma soprattutto nella magia e nell’incantesimo silenzioso che il tango riesce a trasmettere alle anime sensibili e attente all’ascolto. Per chi mi conosce, per chi mi osserva, nelle milonghe che frequento, sono un uomo determinato, che brano dopo brano solca la pista, un abbraccio dopo l’altro, senza una sosta, senza una interruzione, silente, concentrato, pronto ad assorbire, accogliere, ascoltare e introitare quella mole immensa di eccitazione silenziosa che questo … tango, riesce a regalare. Certe volte, con fare distaccato, guardo chi parla mentre balla, chi fa una singola tanda ogni tanto, chi è così impegnato e concentrato a mostrare ed esaltare se stesso che perde tutto il resto. Mi rammarico per loro, per tutto quello che si perdono, così ignari, di quanta bellezza può regalare un semplice movimento, un passo, un banale abbraccio e l’ascolto della musica che ti attraversa il corpo. Tango … se lo conosci lo eviti, se non lo eviti, ti rapisce!

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