Gli eventi esclusivi nel tango.

Sono stanco di frequentare eventi di tango pieni di avventori maleducati e per maleducazione, intendo tante cose. Sono esausto di quelli che parlano e sghignazzano ai bordi della pista mentre ballo, oppure lo fanno mentre loro ballano. Sono infastidito da quelli che attraversano la pista mentre si balla o che ti sbattono addosso ai bordi della pista, perché nessuno, in quella tanda, li ha mirati e devono spostarsi velocemente al buffet. Sono seccato da tutti quelli che entrano in ronda senza dedicare un secondo, a chiedere visivamente, il permesso alla coppia che sopraggiunge. Sono scocciato da tutti quei ballerini che non sanno stare in piedi e necessariamente devono inserire una “figura” per fare vedere quanto sono “fighi”, anche se la musica, la decenza e il livello, consiglierebbe di astenersi dal farlo e mi sconcerta vedere che quando la “figura” non gli viene, si mettono a ripeterla ossessivamente, con tanto di lezione improvvisata, in pista, alla malcapitata. Sono sfinito dai ballerini che si muovono in pista per compiere il “giro veloce”, zigzagando tra le altre coppie o che devono necessariamente occupare almeno quattro metri quadrati, sbattendo addosso a tutti, non trovando la giusta misura che gli permetta di muoversi in una pista affollata.
Questa ampia riflessione, parte dal fatto che l’esperienza di ieri è stata meravigliosa, trovarsi immersi con tante persone che condividono il tango quale passione e che, dal livello raggiunto, indubbiamente, investono da anni tempo e risorse per migliorarsi, è stato incantevole.
La Milonga Sì, nel centro di Bologna, dentro la storica sede, in un edificio molto datato, con accesso sotto ad uno dei tanti portici della città felsinea,  ha avuto inizio alle 16.00 pomeridiane per finire alle 3.00 di notte, un evento con un livello di tango eccelso, numerosissimi i ballerini forti provenienti dal Veneto, Lombardia, Toscana, accolti da un nutrito gruppo di Emiliano Romagnoli di tutte e nove le province. L’evento prevede una pre iscrizione, già alcune settimane prima, obbligatoria la compilazione di una richiesta on line, dove non solo si specifica il ruolo, ma dove si devono specificare gli anni di tango, inserire un profilo social personale, sviluppare un pensiero sul tango, tutti elementi destinati, probabilmente, a definire una sorta di bilanciamento e ad accogliere solo ballerini padroni della pista. Del resto il luogo, non è molto grande, gli spazi sono limitati e spesso si è costretti a ballare sul posto per interi brani e dei ballerini poco navigati, non sarebbero in grado di gestire l’affollamento. Questa riflessione probabilmente susciterà più di qualche polemica, soprattutto da chi, in eventi come questo, non riesce ad essere accettato, infatti, i concetti di ballo sociale, l’accoglienza, l’essere aperti alla presenza multilivello, l’eccessiva presenza femminile, non fanno parte di milonghe come questa. Non voglio imporre la mia visione del tango agli altri, ognuno dal tango prende quello che vuole, per me il tango non solo è la ricerca di una emozione, ma ha il valore del tempo e dei chilometri che dedico da anni alla ricerca e allo studio continuo, provando a soddisfare quel bisogno vorace di miglioramento che anima la mia persona ... ed eventi esclusivi come la Milonga Sì, sono la giusta gratificazione.  

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