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Il Floreo e la Sciccosa Tango Party.

Ieri sono andato a ricercar il tango a Padova, in occasione della seconda giornata della prima edizione della “La Sciccosa Tango Party”. Si è ballato per due giorni, per oltre venti ore, nel cortile di una Villa antica, in località Saonara, all’interno di una moderna struttura denominata “Kiubo”, un moderno edificio creato nell’ampio parco della villa, dalla forma di un parallelepipedo, con pareti di vetro e servizi autonomi, con all’interno 200 metri quadrati di pista in legno. Quando siamo arrivati domenica mattina alle 11.00, vi è stata la sorpresa di ritrovarsi immersi da subito nel popolo tanguero che normalmente frequenta maratone e milonghe blasonate. Ballerini provenienti da tutta l’Italia e qualcuno anche dall’estero. Livello di tango eccelso, bilanciamento non perfetto, con la scontata prevalenza di ballerine, pista mai eccessivamente carica, in sintesi, a mio giudizio, un evento pienamente riuscito. Bravissimo Paolo Vescovo e chi ha collaborato con lui, che hanno gestito gli...

Il tango con te.

Il percorso di un tanguero, non è una cavalcata solitaria, ma una condivisione continua e tu, amico mio, sei stato un prezioso e pregiato compagno di viaggio. Sono passati tanti anni, quando i nostri sguardi si sono incrociati a lezione, dove abbiamo mosso i primi passi, ed è proprio in quelle lezioni, affrontando le fatiche per assimilare e comprendere il tango, che magicamente, abbiamo imparato a conoscerci, quasi senza parlare. Ricordo le lunghe chiacchierate notturne di ritorno dalle trasferte, in Milonghe che ormai esistono solo nella nostra memoria, i nostri giri in moto, le bevute in compagnia ... e ora che si è spenta l’ultima tanda, sono rimasto solo, in compagnia del rammarico, nella desolazione di non aver condiviso più tempo con te. Una frase famosa recita “il tango è un pensiero triste che si balla”, per me, Umbe, stasera è anche doloroso.

Meraki, la Milonga.

Venerdì sono andato a cercar tango a San Lorenzo in Corregiano di Rimini. Non scrivo un commento ogni volta che partecipo ad un evento di tango, del resto non mi reputo un cronista di professione, commento solo quando le sensazioni continuano a coinvolgere nel tempo la mia mente. L’evento si tiene in un’ampia sala, ubicata al fianco di una chiesa, un luogo che sembra di recente realizzazione o ristrutturazione, comunque uno spazio molto confortevole e ben tenuto. Organizzatori Manuela e Matteo, dire che siano stati accoglienti e che si siano mossi nel contesto quali ottimi padroni di casa è riduttivo, bella la formula, ottime le scelte, continua l’attenzione degli organizzatori per gli ospiti, anche quando l’evento si avviava alla conclusione. Filippo Giacomelli, quale musicalizzatore, non si discute. Personalmente ho trovato Giacomelli, in questa serata, molto piacevole, ispirato e attento alle esigenze della pista. Livello di tango medio, con numerose eccellenze, lieve prevalenza di ...

Gli eventi esclusivi nel tango.

Sono stanco di frequentare eventi di tango pieni di avventori maleducati e per maleducazione, intendo tante cose. Sono esausto di quelli che parlano e sghignazzano ai bordi della pista mentre ballo, oppure lo fanno mentre loro ballano. Sono infastidito da quelli che attraversano la pista mentre si balla o che ti sbattono addosso ai bordi della pista, perché nessuno, in quella tanda, li ha mirati e devono spostarsi velocemente al buffet. Sono seccato da tutti quelli che entrano in ronda senza dedicare un secondo, a chiedere visivamente, il permesso alla coppia che sopraggiunge. Sono scocciato da tutti quei ballerini che non sanno stare in piedi e necessariamente devono inserire una “figura” per fare vedere quanto sono “fighi”, anche se la musica, la decenza e il livello, consiglierebbe di astenersi dal farlo e mi sconcerta vedere che quando la “figura” non gli viene, si mettono a ripeterla ossessivamente, con tanto di lezione improvvisata, in pista, alla malcapitata. Sono sfinito dai ba...

Un passo e un abbraccio.

Ieri sera la ricerca del tango, quella ricerca che tanto mi agita da anni, mi ha riportato alla Rayuela. Di questa milonga bolognese ho già ampiamente parlato, quindi questa volta mi soffermerò sulle sensazioni, sulle emozioni, sul perdersi nella musica, tanda dopo tanda, ma soprattutto nella magia e nell’incantesimo silenzioso che il tango riesce a trasmettere alle anime sensibili e attente all’ascolto. Per chi mi conosce, per chi mi osserva, nelle milonghe che frequento, sono un uomo determinato, che brano dopo brano solca la pista, un abbraccio dopo l’altro, senza una sosta, senza una interruzione, silente, concentrato, pronto ad assorbire, accogliere, ascoltare e introitare quella mole immensa di eccitazione silenziosa che questo … tango, riesce a regalare. Certe volte, con fare distaccato, guardo chi parla mentre balla, chi fa una singola tanda ogni tanto, chi è così impegnato e concentrato a mostrare ed esaltare se stesso che perde tutto il resto. Mi rammarico per loro, per tutto...

Dalle difficoltà nascono le migliori opportunità (nel tango come nella vita).

Anche quest’anno partecipo alla Teodora Tango Marathon, quattro giorni di tango nella mia città, a Ravenna. Discutibili per gli utenti alcune scelte dell’organizzazione, una su tutte quella di far iniziare la giornata di venerdì con una sorta di riscaldamento di sole due ore, dalle 18.00 alle 20.00, per poi rinviare tutto alle 23.00. Alcuni ballerini, soprattutto quelli che per vicinanza fanno i pendolari hanno giustamente avuto da ridire su questa scelta, risulta pesante restare per tre ore, a febbraio, in giro per la città o seduti in un locale. A mio giudizio, questo stacco ha creato anche un altro problema, non ha permesso di diluire nella serata la frequentazioni degli iscritti, che si sono concentrati in maniera massiva dalle 23.00 all’apertura, per le successive tre ore, rendendo la pista piuttosto affollata, al limite della ballabalità. Numerosi i ballerini forti, alcuni veramente di un livello superiore alla media. Nella mia personale scala di valori tangueri, i ballerini fort...

Il liberismo applicato alla milonga.

Ieri sera ho proseguito la mia personale ricerca del tango a Bologna e ancora una volta sono andato alla Rayuela, a mio giudizio, una delle migliori milonghe del circondario per livello di tango. A chi si domanda quali siano gli ingredienti per il successo della Rayuela, citerei il liberismo e le teorie economiche di Adam Smith. Partiamo con la descrizione della milonga, un’area a ridosso della Stazione Centrale di Bologna, ricavata in quello che era il Dopo Lavoro Ferroviario, per raggiungerla un percorso più simile a un sentiero tra fango e di foglie macere, una vecchia palestra adagiata vicino ai binari della Stazione ferroviaria a pochi metri dai vagoni in sosta, piccoli spogliatoi, muri corrosi dal tempo, poche sedie su cui accomodarsi, in un angolo i tappetini dei ginnasti, un pavimento in legno, le funi che scendono dal tetto per la ginnastica acrobatica, fissate alle pareti di lato, nessun bar, un solo distributore di acqua, niente cibo, un musicalizzatore di tango seduto su un...