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Meraki, la Milonga.

Venerdì sono andato a cercar tango a San Lorenzo in Corregiano di Rimini. Non scrivo un commento ogni volta che partecipo ad un evento di tango, del resto non mi reputo un cronista di professione, commento solo quando le sensazioni continuano a coinvolgere nel tempo la mia mente. L’evento si tiene in un’ampia sala, ubicata al fianco di una chiesa, un luogo che sembra di recente realizzazione o ristrutturazione, comunque uno spazio molto confortevole e ben tenuto. Organizzatori Manuela e Matteo, dire che siano stati accoglienti e che si siano mossi nel contesto quali ottimi padroni di casa è riduttivo, bella la formula, ottime le scelte, continua l’attenzione degli organizzatori per gli ospiti, anche quando l’evento si avviava alla conclusione. Filippo Giacomelli, quale musicalizzatore, non si discute. Personalmente ho trovato Giacomelli, in questa serata, molto piacevole, ispirato e attento alle esigenze della pista. Livello di tango medio, con numerose eccellenze, lieve prevalenza di ...

Gli eventi esclusivi nel tango.

Sono stanco di frequentare eventi di tango pieni di avventori maleducati e per maleducazione, intendo tante cose. Sono esausto di quelli che parlano e sghignazzano ai bordi della pista mentre ballo, oppure lo fanno mentre loro ballano. Sono infastidito da quelli che attraversano la pista mentre si balla o che ti sbattono addosso ai bordi della pista, perché nessuno, in quella tanda, li ha mirati e devono spostarsi velocemente al buffet. Sono seccato da tutti quelli che entrano in ronda senza dedicare un secondo, a chiedere visivamente, il permesso alla coppia che sopraggiunge. Sono scocciato da tutti quei ballerini che non sanno stare in piedi e necessariamente devono inserire una “figura” per fare vedere quanto sono “fighi”, anche se la musica, la decenza e il livello, consiglierebbe di astenersi dal farlo e mi sconcerta vedere che quando la “figura” non gli viene, si mettono a ripeterla ossessivamente, con tanto di lezione improvvisata, in pista, alla malcapitata. Sono sfinito dai ba...

Un passo e un abbraccio.

Ieri sera la ricerca del tango, quella ricerca che tanto mi agita da anni, mi ha riportato alla Rayuela. Di questa milonga bolognese ho già ampiamente parlato, quindi questa volta mi soffermerò sulle sensazioni, sulle emozioni, sul perdersi nella musica, tanda dopo tanda, ma soprattutto nella magia e nell’incantesimo silenzioso che il tango riesce a trasmettere alle anime sensibili e attente all’ascolto. Per chi mi conosce, per chi mi osserva, nelle milonghe che frequento, sono un uomo determinato, che brano dopo brano solca la pista, un abbraccio dopo l’altro, senza una sosta, senza una interruzione, silente, concentrato, pronto ad assorbire, accogliere, ascoltare e introitare quella mole immensa di eccitazione silenziosa che questo … tango, riesce a regalare. Certe volte, con fare distaccato, guardo chi parla mentre balla, chi fa una singola tanda ogni tanto, chi è così impegnato e concentrato a mostrare ed esaltare se stesso che perde tutto il resto. Mi rammarico per loro, per tutto...

Dalle difficoltà nascono le migliori opportunità (nel tango come nella vita).

Anche quest’anno partecipo alla Teodora Tango Marathon, quattro giorni di tango nella mia città, a Ravenna. Discutibili per gli utenti alcune scelte dell’organizzazione, una su tutte quella di far iniziare la giornata di venerdì con una sorta di riscaldamento di sole due ore, dalle 18.00 alle 20.00, per poi rinviare tutto alle 23.00. Alcuni ballerini, soprattutto quelli che per vicinanza fanno i pendolari hanno giustamente avuto da ridire su questa scelta, risulta pesante restare per tre ore, a febbraio, in giro per la città o seduti in un locale. A mio giudizio, questo stacco ha creato anche un altro problema, non ha permesso di diluire nella serata la frequentazioni degli iscritti, che si sono concentrati in maniera massiva dalle 23.00 all’apertura, per le successive tre ore, rendendo la pista piuttosto affollata, al limite della ballabalità. Numerosi i ballerini forti, alcuni veramente di un livello superiore alla media. Nella mia personale scala di valori tangueri, i ballerini fort...

Il liberismo applicato alla milonga.

Ieri sera ho proseguito la mia personale ricerca del tango a Bologna e ancora una volta sono andato alla Rayuela, a mio giudizio, una delle migliori milonghe del circondario per livello di tango. A chi si domanda quali siano gli ingredienti per il successo della Rayuela, citerei il liberismo e le teorie economiche di Adam Smith. Partiamo con la descrizione della milonga, un’area a ridosso della Stazione Centrale di Bologna, ricavata in quello che era il Dopo Lavoro Ferroviario, per raggiungerla un percorso più simile a un sentiero tra fango e di foglie macere, una vecchia palestra adagiata vicino ai binari della Stazione ferroviaria a pochi metri dai vagoni in sosta, piccoli spogliatoi, muri corrosi dal tempo, poche sedie su cui accomodarsi, in un angolo i tappetini dei ginnasti, un pavimento in legno, le funi che scendono dal tetto per la ginnastica acrobatica, fissate alle pareti di lato, nessun bar, un solo distributore di acqua, niente cibo, un musicalizzatore di tango seduto su un...

Il ritorno a Tango 800 e la devozione.

Oggi sono andato a San Vito di Ostellato, sulla via che collega Ferrara al mare, all’evento organizzato dall’ottimo Ale Parisi, attentissimo padrone di casa di Tango 800. L’evento raccoglie molti ottimi ballerini del settentrione d’Italia, dalle provenienze più disparate, tutti animati dalla voglia di ballare fino all’esaurimento delle forze. Orario dell’evento, dalle 11.00 di mattina, alle 23.00 di sera, dodici ore di tango non stop. Gabriele Tei e Gabriella Ceccherini, sono i due musicalizzatori, che si sono alternati nella giornata proponendo la loro personale selezioni musicale. Abbondante e di qualità il buffet, continuamente approvvigionato, come il tavolo dell’acqua minerale. Credo che a molti sia sfuggito che la località dove si è tenuto l’evento, reca il nome di San Vito, il protettore e patrono dei ballerini, creando un ponte ideale che collega Tango 800 di San Vito di Ostellato a Buenos Aires, dove è nato il tango e dove gli immigrati italiani portarono il culto del Santo, s...

L'incommensurabile leggerezza nel tango.

Ieri sera sono andato a cercar tango alla Milonga Periferica di Bologna, un evento, dove spesso, il livello del tango è molto buono e numerosi sono i ballerini bravi. Tra i frequentatori, si palesano anche volti poco conosciuti, entrati nel tango da poco tempo, che si avventurano alla ricerca di un luogo dove ballare ad un buon livello, anche se la loro formazione, deve ancora svilupparsi. Per fare un buon ballerino/ballerina ci vuole tempo, ci vuole impegno, ci vuole studio continuo, ci vuole umiltà, eppure qualcuno pensa di poter prendere la scorciatoia, di arrivare subito alla meta, senza neanche essere passato dal via. Ieri sera ho notato una ballerina, che ogni due passi, si fermava per fare un adorno, quello che alcuni chiamano “castigo”, dove la ballerina riunendo le gambe, tira un calcio all’indietro con la gamba sinistra passando sul ginocchio destro. Credo che in quel modo, la ballerina, intendesse farsi notare, per una che sa fare gli “adornos”. E’ come se in una conversazio...