Una semplice tanda
La meravigliosa Soledad e il sorprendente Eloy, sono i professionisti che con garbo, energia e competenza hanno animato questo fine settimana di studio nel tango. Ne sono uscito con un frullato di sensazioni e di emozioni composto da abbracci, tecnica, musicalità, connessioni, difficoltà, incomprensioni, gratificazioni, condito dalla passione condivisa. E’ in momenti come questo che mi domando cos’è il tango per me. Nel mio immaginario il tango è semplicemente una tanda, un abbraccio che fonde due anime per un limitato e irripetibile arco temporale. Nella vita di una persona penso che non ci sia nulla di più impalpabile, effimero, fugace e precario di una tanda di tango, una tanda ballata con l’anima, una tanda sconvolta da un lampo di stupore per una ritrovata connessione, una luce che investe la mente, lasciando un ricordo sconfinato di quattro brani ballati con l’immaginazione, ancora prima, che con il corpo. Quando realizzi la bellezza di una tanda, vorresti gridarlo al mondo, vorresti condividere con gli altri il segreto e ti ritieni un privilegiato per averlo provato, poi il piacere sedimenta e si attenua, allora ti impegni a ricercarlo nuovamente, magari in un altro contesto. Solo quando verbalizzo ciò che per me è il tango, comprendo la smania di nuovi posti e nuovi eventi, che mi anima e che mi fa macinare chilometri ad orari impossibili, una inquietudine che trasforma da cercatori a forzati … del tango.
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