Tango al Rio e le direzioni incerte.
Ieri sera, con la decisione presa all’ultimissimo minuto, sono andato a cercare il tango alla Milonga organizzata al Rio di Igea Marina. Il Rio è un ristorante con ampio giardino e con una pista all’aperto per il ballo. Numerosi i presenti, con una buona prevalenza di donne sugli uomini, di questi, una buona parte, forse addirittura un terzo, era composta da ballerini ravennati. Ho avuto modo di apprezzare il tj della serata, Mirco, che non conoscevo, che ha portato a termine il suo lavoro con precisione e dovizia, anche se ritengo, che d’estate, con temperature alte, le tande di tango dovrebbero essere tutte rigorosamente da tre brani e non da quattro. Livello medio tra i presenti, mentre la pista, in alcuni momenti della serata, è risultata particolarmente affollata e anche un po’ disordinata. Vero protagonista della serata il caldo afoso e l’umidità, basti pensare che le quattro magliette di ricambio che mi ero portato, non sono state sufficienti. Una delle ultime tande l’ho ballata, su sua richiesta, con Claudio P., un ballerino che affina il suo ballo, cercando di ballare anche nel ruolo femminile. Ballare con una persona esperta di tango, ma acerba nel ruolo femminile, a mio giudizio, può essere una valida cartina tornasole sulla chiarezza dei propri movimenti, infatti, ieri sera, sono emerse con evidenza alcune mie piccole impurità di impostazione, infatti, le poche incomprensioni con Claudio, che si cimentava nel difficile ruolo femminile, penso che siano derivate esclusivamente dal fatto, che in alcuni momenti, ho impostato direzioni "incerte", “sporche”, non ben definite. C’è da lavorarci su, intanto il tango … sfugge!
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