Il Salon Porteno senza Tartari
Ieri sera, complice una lezione di Eloy Octavio Souto,
sono tornato a cercar tango al Salon Porteno di Faenza, trattenendomi, dopo la
lezione, per la Milonga. Premesso che se non fosse stato per il locale, avrei potuto
tranquillamente pensare di trovarmi a lezione a Ravenna, data la scarsa
affluenza di partecipanti locali. Al termine della lezione, la nostra maestra è
stata pubblicamente ringraziata, oltre che per la massiccia partecipazione di
ravennati, anche per l’attività svolta durante il corso, più vicina a quella di
una missionaria, che a quella di un’insegnante di tango. L’evento, scarsamente
frequentato, ha avuto una nota positiva, l’ascolto della musica proposta dalla Tj
Paola Rossi. Se dovessi descrivere nel complesso la serata utilizzando un
libro, sceglierei senza ombra di dubbio “Il deserto dei Tartari” di Dino
Buzzati, in quanto, come il protagonista, il Tenente Giovanni Drogo, perso
nella fortezza Bastiani ai limiti dei confini dell’Impero, ho atteso
inutilmente che le orde di ballerini prendessero d’assalto il Salon Porteno e l’evento
pigliasse le sembianze di una Milonga.
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