Il tango nel refettorio del convento.

Ieri sera l’occasione di cercar tango mi ha spinto a Forlì, dove si teneva la presentazione dei nuovi corsi di una locale scuola di tango e l’esibizione di due ballerini professionisti che collaborano con la scuola. L’evento si è tenuto all’interno dei locali del Museo Civico di San Domenico, ricavato dal restauro del complesso conventuale e monumentale risalente al tredicesimo secolo, in particolare in quello che era il refettorio, il locale dove i monaci consumavano insieme il pasto in rigoroso silenzio. Questo ambiente di forma rettangolare, molto ampio, è decorato su tre, delle quattro pareti, da porzioni di affreschi che raffigurano le immagini di austeri monaci domenicani con la tonaca e lo scapolare bianco, coperto dal tipico nero mantello con cappuccio. Negli intermezzi, tra la presentazione dei corsi e l’esibizione, i presenti hanno potuto ballare con la proposta musicale del tj Ombretta. Il pavimento in cotto, la presenza di molti curiosi che deambulavano in pista senza meta, ha creato qualche difficoltà ai ballerini, purtroppo, quando l’orario si era fatto interessante e i curiosi si sono allontanati, lasciando spazio ai tangueri, ci hanno pensato gli impiegati e i guardiani a rompere l’incanto, ricordando a tutti che alle 23.00 … il Museo chiude! Non avevo mai ballato sotto lo sguardo rigoroso e severo di monaci Domenicani, anche se solo dipinti a parete, ma devo dire che la cosa mi ha un po’ inibito, anche perché i “Domini Canis” o anche “cani del signore” erano predicatori, che come cani pastori, si occupavano di indirizzare il gregge e proteggerlo dalle eresie, tanto da diventare gli inquisitori per eccellenza. Ma ieri sera la Santa Inquisizione non ha mandato al rogo nessuno, i fustigatori di eretici con la loro fissità secolare hanno finalmente … assolto una passione.

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