Il tango e il profumo di legno.

Frequentando l’ambiente del tango avevo sentito parlare più volte della “Segheria”, un luogo in Toscana dove si balla il tango, una sorta di festa privata, dove si può accedere solo su invito dei padroni di casa. Nel recente passato, alla fine di una bella tanda, ho conosciuto Michela, apprendendo, solo dopo averci ballato, che lei, insieme a Marco, era la padrona di casa della “Segheria”. Così, animato da estrema curiosità, ieri pomeriggio, sono andato fino a Firenze, in risposta all’invito di Michela. Si accede in un fabbricato artigianale, composto da più locali, transitando tra macchinari e legname, per arrivare in quello che dovrebbe essere un deposito per i prodotti finiti. Qui, tra pedane che fungono da sedute, odore di segatura, tenui lampade da terra e scatole di legno finite per la commercializzazione di vino di qualità, c’è una ampia pista da ballo. Il livello di tango si è rivelato molto buono, del resto la selezione è affidata direttamente a Michela per i ballerini e Marco per le ballerine, equivalenza mantenuta tra uomini e donne, nonché una proposta culinaria attenta, con un open bar molto fornito, fanno della “Segheria” un “unicum” nel suo genere. Scoprire nella realtà, quello che per voci riportate, era per me solo una leggenda, è stato molto gratificante, poi l’attenzione e l’ospitalità di Michela e di Marco si è rivelata squisita. Sono tornato a casa felice per il bel pomeriggio di tango trascorso e per aver scoperto il luogo, che è sicuramente da annoverare, tra quelli più iconici che abbia mai frequentato nel tango. Tj della serata Stefano Stella, un musicalizzatore attento e garbato che ha allietato la serata al meglio. Un solo rammarico, averlo scoperto forse un po' tardi, quello di ieri sera è uno degli ultimi eventi organizzato nella “Segheria”, la cessione dell’impianto, nel prossimo futuro, non permetterà più di replicarlo. Si può ballare il tango dovunque, per strada, nel salotto di casa in una discoteca, ma ci sono luoghi che per la loro particolarità, per quello che evocano, per le emozioni che riescono a creare, resteranno per sempre nel mio personale album dei migliori ricordi, ammantati da un’aurea di mitologia. Così dopo la Milonga del Mercato Sonato di Bologna, il cui edificio è stato demolito alcuni anni or sono e la Milonga estiva “Fuori Tutti”, nel parco ricavato tra gli edifici del vecchio manicomio di Imola, anche la “Segheria” avrà un luogo speciale nel mio cuore.


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