Una sera al Bistrò Mamì
Nelle ultime settimane, non è la prima volta che vado alla ricerca del tango al Mamì, a Rivabella di Rimini, un ristorante informale, che per arredamento richiama un bistrò di origine francese, un locale che evoca un ambiente accogliente e inclusivo, che al suo ingresso, dietro pesanti tende colorate, svela un piccolo teatro, con un palco e una pista in parquet. Tj residente Alan Spotti, un musicalizzatore che con equilibrio, professionalità e ricercatezza riesce a interpretare gli umori della pista, una pista, che solo quando viene servito un piccolo buffet, si alleggerisce per pochi minuti. L’appuntamento infrasettimanale, nel giorno del giovedì, ha un suo fascino; nel pieno di una settimana lavorativa, una milonghina ricercata, un evento destinato e riservato solo a chi ama profondamente il tango, a dispetto delle distanze, dei chilometri e delle ore che si fanno piccole e delle sveglie del venerdì mattina che inesorabilmente suonano. Per chi è contagiato dal tango, da questa passione, da questa febbre, che ti lascia mai sazio di emozioni, la milonga del Mamì diventa un luogo dove, respirare, giocare, aspettare e perdersi, passo dopo passo, sulla musicalità. La mia descrizione della serata di ieri sera, può sembrare una esagerata sottolineatura, con toni solenni e teatrali, una enfasi, forse giudicata da molti eccessiva … ma la tempesta travolgente di sensazioni e di emozioni che provo nel tango è molto personale e la mia non ha parole sufficienti per essere rappresentata compiutamente. Grazie a Deborah ad Alan e soprattutto grazie a chi, per i pochi minuti di una tanda, continua a stupirmi.
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