Il ritorno dei sopravvissuti in Milonga.

Era da dicembre del 2019 che non frequentavo una milonga e che non alimentavo questo blog, il Covid ha interrotto per quasi due anni, una consuetudine consolidata, quella di andare almeno una volta a settimana a ballare tango. Ieri sera, Luca ed io, dopo due anni, siamo saliti sulla Tango Mobil, direzione Bologna, diretti alla Milonga del Mercato Sonato. L’evento è realizzato in un luogo utilizzato durante il giorno quale mercato rionale coperto e la sera quale spazio per la musica e il ballo. La Milonga del Mercato Sonato, era per noi, un appuntamento stabile, in passato abbiamo avuto financo la tessera fedeltà con i timbri, pertanto ci siamo presentati, dopo così tanto tempo, un po’ intimoriti ed emozionati. L’accesso alla Milonga è permesso solo ai ballerini che si sono prenotati on line e all’arrivo abbiamo trovato la fila per i controlli della prenotazione e del Green Pass. Non molti i frequentatori, nei tempi d’oro avevamo visto quello spazio enorme pieno all’inverosimile, mentre ieri sera la pista e il contorno presentavano spazi ampi e in alcuni casi semideserti. La mia sensazione iniziale è stata di smarrimento, le persone giravano con sguardi persi, tipici di chi è sopravvissuto ad una catastrofe e quando trovavo un volto conosciuto, io che di solito batto ininterrottamente la pista dedicando poco spazio alla socialità, mi fermavo a parlare, a cercar conforto negli altri, stupito di essere di nuovo lì. La proporzione della serata è risultata sfavorevole agli uomini, con una media di tre uomini per due donne, pertanto il gentil sesso ha ballato ininterrottamente e poche sono state, nella serata, le ballerine ferme per una tanda, con una età media dei frequentatori molto alta. I presenti all’evento erano tutti ballerini conosciuti, molti di questi con centinaia di chilometri di tango nelle gambe, diversi i maestri bolognesi e del circondario, pochi i volti nuovi ed inesistenti i principianti, eppure la pista, non ha mai brillato. Penso che la ruggine per la lunga inattività è ruggine per tutti. Tango dj della serata è stata la Hermanita e la selezione musicale non sempre è stata all’altezza, con una proposta di brani forse un po’ troppo particolare e ricercata. Tra una tanda ed un’altra, durante un turno in cui sono stato fermo, un vecchio e conosciutissimo ballerino, ha incrociato il mio sguardo per un attimo, commentando acidamente sulle ballerine presenti, che a suo dire, se la tiravano un po’ troppo, gli ho sorriso, ricordandogli quanto se la tirano gli uomini quando di solito le proporzioni sono sfavorevoli alle donne. Il fenomeno si è subito allontanato senza neanche salutarmi … non deve essergli piaciuto il mio commento. Stranamente, con Luca, non abbiamo aspettato la fine della serata, ad un certo punto, ci siamo dichiarati paghi e siamo rientrati. In sintesi è stata una esperienza a tratti surreale, penso che ci vorrà ancora molto tempo per tornare alla spensieratezza del passato.

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