Bizzuno e milonga
Ieri sera alla ricerca del tango,
mi sono sentito tanto come Benigni e Troisi quando sono arrivati a Frittole nel
film “Non ci resta che piangere”.
Bizzuno, come Frittole, è perso nella pianura in un luogo imprecisato senza
tempo, tra passato e presente, dove nella sala sociale da ballo si alternano
faretti luminosi, sfere a specchi di una discoteca anni ottanta, con fotografie
in bianco e nero alle pareti di sagre e feste patronali di un mondo di campagna
che non esiste più. L’evento in occasione del carnevale ha permesso ad alcuni
di sfoggiare costumi, ma la maggior parte era con la maschera di
tutti i giorni, musica proposta da Agnese e dolci carnevaleschi hanno fatto il
resto, ma la vera novità è stato il bar. Nella Milonga di Bizzuno è stato attivato
un bar che nulla aveva da invidiare ai migliori locali della riviera, capace di
proporre miscele di bevande alcoliche e aromi da far girare la testa, unita
alla presenza di due bariste d’eccezione Sara ed Elena, tanto che Max e Luca, hanno ballato più davanti al bancone del bar che in pista. Il gruppo più
numeroso e chiassoso, era rappresentato dalle Facce, con l’incredibile e
sorprendente partecipazioni di persone che “difficilmente” frequentano le Milonghe ... secondo me si erano persi,
cercavano Frittole e hanno trovato Bizzuno.
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